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Cari parrocchiani,
dal carcere Giovanni Battista è colto da un forte dubbio su Gesù: “Sei tu o no quello che il mondo attende?”; eppure Gesù non perde nulla della stima che nutre per lui: “È il più grande!”.
Perché? Perché i dubbi non diminuiscono la fede del profeta; e così è per noi: non esiste la fede senza i dubbi; io credo e dubito e Dio continua a volermi bene!
“Sei tu?”; Gesù non risponde con argomentazioni ma con un elenco di fatti: dove il Signore passa, tocca, guarisce, fa fiorire la vita; ciechi, storpi, sordi, lebbrosi si rimettono in cammino, hanno una seconda opportunità, la loro vita è cambiata. Dunque, se l’incontro con Gesù ha cambiato qualcosa in me, ha prodotto gioia, coraggio, fiducia, apertura del cuore, generosità, bellezza del vivere, allora è Lui quello che deve venire, ancora una volta!
Certo, i fatti prodigiosi che Gesù elenca non hanno cambiato il mondo; eppure quei piccoli segni bastano perché non consideriamo più il mondo come un malato inguaribile. Gesù non ha mai promesso di risolvere miracolosamente tutti i problemi; ha promesso qualcosa di più grande: il miracolo del seme, il lavoro nascosto ma inarrestabile del seme che fiorirà. Infatti, sta a noi prolungare i gesti che Gesù elenca: “Se io riesco ad aiutare una sola persona a vivere meglio, questo è già sufficiente a giustificare il senso della mia esistenza”.

Buona terza domenica di Avvento!

don Christian