Il cammello del vescovo

scarica il bollettino Insieme del 1- 8 – 15 luglio

Rendiconto 2017 Ravina

Rendiconto 2017 Romangnano

Il titolo della lettera che il nostro vescovo ci ha indirizzato, “Il dodicesimo cammello” è fatto apposta per incuriosire e far venir voglia di leggere il documento che altrimenti molti potrebbero ignorare.
Cos’è questo cammello? Non ve lo dico mica, andatevi a leggere la lettera!
Monsignor Lauro ripete ancora una volta che spesso la chiave per risolvere certe realtà apparentemente assurde della nostra vita è una sola: è la gratuità, il dono.
Tante volte la soluzione è proprio mettersi in una situazione di servizio, senza calcoli né secondi fini, convinti che fare il bene fa bene, che lavorando per il bene comune avvantaggiamo anche noi: il bene o è di tutti, e allora è anche mio. Ma se è solo mio, non è nemmeno mio: è un falso bene.
Mi immagino già che qualcuno commenterà “Bellissimo discorso”, per pensare in cuor suo “Il solito buonismo cattolico”.
Sarà anche il solito buonismo cattolico, cosa volete che vi dica! Il fatto è che, come credenti, da qui non possiamo mica allontanarci, senza contraddire noi stessi.

Un caro saluto.

don Gianni.

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Il prossimo Insieme uscirà domenica 22 luglio.

Sono un po’ depresso

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Non so se capiti anche a voi, ma io, in queste settimane, mi sento un po’ depresso… a pensare che fra quindici giorni o poco più, i giorni cominciano già ad accorciarsi e che finora non abbiamo ancora goduto di un periodo di estate da galantuomo.
E mi sento depresso di sentirmi depresso, perché so che non è giusto il mio modo di pensare…
Sto scherzando, è vero. Però è anche vero che talvolta ci roviniamo la vita in anticipo, guardando avanti e dicendoci chissà cosa succederà, dove andremo mai a finire. Ci guastiamo l’esistenza sentendoci tristi all’inizio dell’estate perché tanto arriverà l’autunno.
Forse, quando Gesù ci raccomanda di avere un animo come quello dei bambini, vuol dire anche questo: non lasciarci troppo rattristare dagli sbagli del passato, non essere troppo spaventati dagli impegni del futuro, ed essere invece fiduciosi nel presente.
Un caro saluto.

Don Gianni.
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Il prossimo Insieme uscirà domenica 1° luglio.

C’è gente che ci tiene

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Per fortuna c’è ancora gente che ci tiene, e fa bene incontrare ogni tanto di questa gente.
Gente che ci tiene alla propria famiglia, al proprio lavoro, alla propria comunità, a quello che volete voi, ma che ci tiene.
In questa atmosfera generale di menefreghismo quotidiano, dove tutto può andare a farsi benedire, tranne il mio orticello privato, trovare gente che si appassiona, per la quale non vale il “tanto fa lo stesso”, credo che sia uno dei segni del regno di Dio che continua a crescere.
Appassionarsi per qualcosa può significare anche manifestare magari un po’ d’impazienza, sbuffare. Può significare soprattutto correre il rischio di soffrire qualche delusione, dover vincere la tentazione di lasciarsi cadere le braccia.
Appassionarsi per qualcosa significa anche inevitabilmente sbagliare in qualcosa, compiere qualche passo falso. Ma, come diciamo sempre, è meglio sbagliare facendo o tentando di fare qualcosa che essere perfetti non facendo niente.
Appassioniamoci dunque.

Don Gianni.

Il Signore è lì

scarica il bollettino Insieme del 27 maggio
La festa del Corpus Domini, che celebriamo questa settimana con la processione, ci ricorda proprio questo: che il Signore è lì.
È lì anche se non ce ne accorgiamo. C’è un canto che mi colpisce ogni volta che lo cantiamo: ti abbiamo sentito predicare tra la nostra incomprensione senza fine e piantare la tua tenda tra la nostra indifferenza di ogni giorno.
Se penso alla mia incomprensione e alla mia indifferenza, non mi faccio meraviglia di quelle degli altri.
Noi cristiani saremmo chiamati ad annunciare al mondo la bontà di Dio. Ma annunciare qualcosa agli altri, mi sembra richieda la necessità di una certa abbondanza, di qualcosa che
“avanzi”. Ora come possiamo dare agli altri quello che basta a mala pena per noi? Come aiutare gli altri a credere, se già facciamo tante volte così fatica a credere noi per primi?
Sarebbe deprimente se…
Se il Signore non fosse lì, appunto. Se dovessimo contare solo sulle nostre forze, sulla nostra capacità. Ma per
fortuna Lui è lì, e sa il fatto suo.
E io mi fido.
Un caro saluto.

don Gianni.

Indovina indovinello chi dei sette è il più monello?

Scarica il bollettino Insieme del 20 maggio

Forse la filastrocca non è la più adatta per parlare dei sette doni dello Spirito Santo, in occasione della Pentecoste, ma mi serve solo per chiedermi: quale di questi doni è il più necessario al giorno d’oggi?
Potrebbe essere il consiglio, dato che spesso non sappiamo quale sia la via giusta da seguire: non lo sanno i genitori nell’educare i figli, non lo sanno i politici nel governare, non lo sanno le comunità cristiane per annunciare e vivere meglio il vangelo…
O la fortezza, visto che quando sappiamo qual’è la strada giusta, ci manca magari l’energia e la decisione nel seguirla.
E perché no la scienza, la fantasia di inventare nuove risposte ai nuovi bisogni dell’umanità di oggi.
Per me, dice qualcuno, ci vorrebbe ancora un bel po’ di sano timor di Dio. Oppure…
Avete già capito dove voglio arrivare: abbiamo bisogno di tutti e sette questi benedetti doni. Anzi, se ne avanza qualcuno, caro Spirito Santo, non farti problemi, dacceli pure senza paura,
ne abbiamo veramente bisogno.
L’unico dubbio che ci potrebbe restare è: sappiamo veramente di averne bisogno?
Buona Pentecoste.

don Gianni.

Saranno cent’anni di pace!

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Dovrebbero essere. Potrebbero essere. Ce lo dicono anche gli alpini.
Celebriamo un centenario importante: la fine di una grande
guerra.
Ma sembra che dobbiamo celebrarla con innumerevoli guerre sparse qua e là. Oppure, come dice papa Francesco, con una ulteriore grande guerra “a puntate”, che non finisce mai, come le telenovelas da migliaia di puntate alla TV.
“Tanto non ci toccano”, dice qualcuno, sbagliandosi, perché le schegge impazzite di odio e di violenza volano anche qui da noi.
E allora mi domando che cosa voglia dire Gesù, quando dice “vi do la mia pace; non come la dà il mondo”.
Forse non ho chiaro come sia la pace di Gesù. Ma ho chiaro come non è la pace di Gesù: non è certamente quella della violenza; non è quella imposta con i bombardamenti o con i trattati imposti per proteggere i propri interessi…
Lasciamoci dimenticare queste cose, e lasciamoci coltivare sogni, segni e pensieri di pace.
Non dico “sognare sogni di pace”, ma “coltivare”.
Buona festa a tutti.

don Gianni.

Maria e …Mina

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Di chi sto parlando?
Beh, di Maria, la Madonna, ovviamente.
E di Mina. Sì, la cantante. Conosciuta da tutti gli italiani (o quasi tutti), che oggi ha la sua età anche lei, mi pare che viaggi verso gli 80.
Che c’entra la Mina con la Madonna?
Mi viene in mente, pensando al mese di maggio, il mese tradizionalmente dedicato alla preghiera del rosario. Fra i dischi incisi da Mina ce n’è uno dedicato a Maria, dove la cantante
raccoglie vari canti della tradizione mariana, e mi è piaciuto questo omaggio di una “prima donna” all’umile serva del Signore.
Potrebbe essere stata una astuta operazione commerciale.
Può darsi. Ma non credo: secondo me c’è anche il riconoscimento del fascino che la madre di Gesù esercita sulla gente, il fascino di una donna che non si perde in tante parole, ma pronuncia poche frasi mirate. E soprattutto una donna, una madre che c’è.
C’è soprattutto nei momenti bui.
E quando, in quel disco, la Mina nazionale interpreta il magnificat, in quel “tutte le generazioni mi chiameranno beata”, vedo la realizzazione della promessa: anche la nostra generazione, Maria, ti proclama beata.
Un caro saluto.

don Gianni.

Commovente…

Scarica il bollettino Insieme del 29 aprile

È l’aggettivo che ricorre più spesso quando si parla di cerimonie di prime comunioni: “commovente”.
Lo dicono soprattutto le signore, è vero; gli uomini non sembrano aver troppa famigliarità con questo aggettivo, ma ciò non toglie, immagino, che anch’essi non siano toccati dentro da quell’atmosfera particolare legata alla prima
comunione.
Cos’è mai questa commozione? Forse la nostalgia di un candore, di una fiducia nella vita, di una serenità, che tutti desidereremmo nel profondo del nostro cuore ma che le durezze della vita hanno distrutto o comunque relegato nell’angolo delle aspirazioni chiuse in un cassetto da qualche
parte?
Forse anche il desiderio di un rapporto più profondo e spontaneo col Signore, che sembra così immediato da bambini, ma che poi col crescere diventa sempre meno “a
portata di cuore”, tanto da apparire inutile?
Al di là del nostro sentire c’è una realtà: c’è Gesù che anche con questi bambini fa un passo avanti nell’amicizia.
Buona festa a tutti.

don Gianni.

Il Dio delle righe storte

scarica il bollettino Insieme del 22 aprile

Siamo fortunati a credere in un Dio che scrive dritto anche sulle righe storte; un Dio che non aspetta che siamo perfetti per affidarci qualcosa di importante da fare.
Un Dio che affida i suoi figli a dei genitori che sbagliano, e le sue pecore a dei pastori che non si rendono conto delle difficoltà della vita…
E nonostante tutto riesce a realizzare il suo regno, non “malgrado noi”, ma “attraverso noi”.
E questo, se ci pensiamo, ci fa bene! Fa bene alla nostra autostima (che è un concetto assolutamente indispensabile al giorno d’oggi!), perché ci ricorda che siamo sì invitati a camminare verso la perfezione (‘Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro nei cieli’, ci ricorda Matteo), ma non costretti ad essere perfetti, e men che meno a cercare di sembrare perfetti, il che tante volte è ancora più sfibrante.
La nostra società ce lo vorrebbe imporre, ma per fortuna Dio no. Ci prende anche così, con i nostri difetti e le nostre miserie e ci invita a camminare con lui.
Ahh.. sospiro di sollievo. Per fortuna che c’è il Signoredio!
Un caro saluto.

don Gianni.

La ricetta di papa Francesco per i cresimandi

scarica il bollettino Insieme del 15 aprile

“Quando avevi la nostra età, cos’è che ti ha aiutato a crescere nell’amicizia con Gesù?” hanno chiesto i cresimandi a papa Francesco.
E lui ha risposto ricordando le tre cose che l’hanno aiutato da ragazzo a crescere nell’amicizia con Gesù:
La prima. Parlare con i nonni. Perché i nonni posseggono la saggezza della vita.
Poi. Giocare con gli amici. Questo aiuta a crescere nell’amicizia con Gesù, anche se si litiga, perché poi si fa la pace, e fare la pace con gli amici significa far la pace con Gesù.
E terzo. Frequentare la parrocchia e l’oratorio, perché si impara a stare assieme agli altri e aiuta a pregare un po’ di più, (anche se, ha sottolineato, non vi piace tanto andare a messa…).
Una ricetta che sembra banale, ma ovviamente non lo è. Sappiamo tutti che nella semplicità di Francesco abita una sapienza (quella dei sette doni dello Spirito Santo) che vale per ogni cristiano, anzi vale per ogni persona retta.
Ed è questo il pensiero che propongo ai nostri nuovi cresimati, freschi freschi. Ed è un augurio da papa.
Un caro saluto.

don Gianni.