Scarica il bollettino insieme del 1 febbraio

Cari parrocchiani,
il Vangelo di oggi ci propone il testo delle Beatitudini che possiamo considerare come la “magna charta” del cristianesimo. In esse troviamo il cammino verso la vera felicità e il ritratto dell’uomo che si lascia guidare da Dio sulla via della santità: «Siate perfetti come perfetto è il Padre vostro che è nei cieli» (Mt 5,48).
Gandhi affermava che le Beatitudini sono «le parole più alte del pensiero umano». In effetti esprimono il sogno di un mondo nuovo, fondato sulla bontà, sulla sincerità, sulla giustizia, libero dalla violenza e dalla menzogna: un modo diverso e più autentico di essere uomini.
Signore Gesù, Tu proclami beati i poveri, i miti, chi soffre e chi è perseguitato. Donaci di riconoscere la presenza del tuo Regno, di vivere con umiltà, fraternità e amore. Fa’ che nelle difficoltà troviamo speranza e nella povertà scopriamo la vera ricchezza del tuo Spirito.

Buona domenica!
don Christian

Scarica il bollettino insieme del 25 gennaio

Cari parrocchiani,
i primi quattro discepoli, due coppie di fratelli, sono stati chiamati a seguire Gesù camminando insieme. Questo perché il
Vangelo esige da noi un cammino di fraternità, non coltivando ideali individualistici ma tentando di costruire una rete di fraternità, un tessuto comunitario.
Proprio per questo la Chiesa diventa una rete capace di pescare gli uomini, di legarli a Cristo e tra di loro con vincoli di amore.
Inoltre, i quattro chiamati non sono perfetti: diventeranno migliori con la grazia del Signore, anche attraverso momenti di sbandamento, di caduta, di chiarimento. Questo non riguarda solo i
sacerdoti, i religiosi nei conventi o in missione, ma ogni battezzato è battezzata. Quei quattro pescatori rappresentano tutti noi, scelti nel mare della storia non per essere sottratti al mondo ma per stare con Gesù e per un servizio all’uomo.

Buona “Domenica della Parola”!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 18 gennaio

Cari parrocchiani,
per comprendere l’immagine dell'”Agnello che toglie i peccati del mondo” bisogna ricordare l’antica pratica religiosa di trasferire il peccato su un animale e sacrificarlo, credendo che così il male venisse eliminato. L’agnello, tenero e indifeso, era considerato la prima scelta.
Gesù assume questo ruolo: è l’Agnello scelto da Dio, che prende su di sé il nostro peccato e lo distrugge sulla croce, una volta per sempre, rendendo inutili altri sacrifici. È come uno scudo che ci protegge, conoscendo la nostra fragilità e intercedendo per noi.
Questo atteggiamento dovrebbe ispirare anche i rapporti umani: proteggere chi è debole, farsi avanti quando qualcuno subisce. ingiustizie, non per coprire il male, ma per dare a chi sbaglia la possibilità di rialzarsi e ricominciare, facendo crescere il bene.

Buona domenica!
don Christian

Scarica il bollettino del 11 gennaio

Cari parrocchiani,
Gesù, chiedendo a Giovanni di essere battezzato, compie un gesto che esprime pienamente la “giustizia di Dio”: quella giustizia che non condanna, ma si manifesta come misericordia e perdono, in fedeltà alle promesse e all’alleanza con il suo popolo.
Nel Battesimo di Gesù si rivela anche, per la prima volta, il mistero della Trinità: il Figlio di Dio entra nell’umiltà della nostra
condizione umana, nella povertà della nostra storia, per mostrarci l’amore di Dio che si fa vicino, si spoglia della sua gloria e si dona totalmente.
È un amore che si abbassa fino alla croce, per poi rialzare l’umanità e condurla verso la beatitudine eterna. Questo è il cuore del
Vangelo: un Dio che si immerge nella nostra fragilità per salvarci con tenerezza e forza.

Buona festa del Battesimo del Signore!
don Christian

Scarica il bollettino insieme del 4 gennaio

Cari parrocchiani,
il Prologo del Vangelo di Giovanni è uno dei testi più profondi della Scrittura. Ogni versetto ci apre uno spiraglio sull’amore di Dio e sul suo desiderio di farsi vicino all’umanità.
Meditarlo, lasciarlo risuonare nel cuore e trasformarlo in preghiera dona speranza e consolazione.
Giovanni ci ricorda che il Verbo, la Parola che ha creato ogni cosa, è sempre stato presente nella storia dell’uomo.
Questa Parola non è un’idea astratta o una forza lontana: è diventata carne, vita concreta, incontri, lacrime e gioia, morte e risurrezione.
È diventata Gesù di Nazaret, vero Dio e vero uomo.
Grazie alla sua incarnazione, ogni persona può incontrare Dio in modo reale e semplice. Non è un Dio riservato a pochi,
né raggiungibile solo con grandi sforzi: è un Dio che entra nella nostra storia, che si lascia toccare e incontrare, che cammina
con noi.
Ed è questa la buona notizia che il Natale rinnova ogni anno!

Ancora buone feste e lieta Epifania del Signore!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 21 dicembre

Lettera di piccola sorella Annarita

Cari parrocchiani,
tra poco, nella Notte Santa di Natale, ascolteremo ancora una volta l’annuncio che da secoli attraversa il tempo e arriva fino a noi: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
In questo periodo segnato dal ripiegamento su noi stessi, da parole dure, da violenze e da guerre che sembrano non avere fine, il cristiano possiede la forza, semplice ma potente, per ricordare al mondo che il male non vince, che la luce può ancora rischiarare il buio, che la speranza è possibile e che il dialogo costruisce pace: Gesù. Lui è il centro del Natale, il dono della gioia autentica che il Padre fa all’umanità. Questo Bambino
continua a nascere per sciogliere la durezza dei cuori e guarire quella povertà interiore che tocca anche le nostre comunità. Il presepe nelle nostre case diventi occasione preziosa per ritrovarci, fermarci davanti a Gesù, pregare e lasciarci toccare dalla semplicità dei personaggi.
Durante quest’anno ho visto tanto impegno nelle nostre parrocchie, tante persone che si dedicano con amore alla vita comunitaria.
Continuiamo così: cerchiamo ciò che ci unisce, invece di soffermarci su ciò che divide. Un grazie sincero a tutti i volontari e ai benefattori che sostengono la missione della Chiesa e l’annuncio del Vangelo.
A ciascuno di voi, alle famiglie, ai bambini, agli anziani, agli ammalati, a chi vive momenti difficili o di solitudine, giunga il mio augurio per una buona quarta domenica di Avvento, un Santo Natale e un sereno Anno Nuovo. Possa raggiungervi la gioia di un Natale vero, da custodire,
condividere e testimoniare.

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 14 dicembre

Cari parrocchiani,
dal carcere Giovanni Battista è colto da un forte dubbio su Gesù: “Sei tu o no quello che il mondo attende?”; eppure Gesù non perde nulla della stima che nutre per lui: “È il più grande!”.
Perché? Perché i dubbi non diminuiscono la fede del profeta; e così è per noi: non esiste la fede senza i dubbi; io credo e dubito e Dio continua a volermi bene!
“Sei tu?”; Gesù non risponde con argomentazioni ma con un elenco di fatti: dove il Signore passa, tocca, guarisce, fa fiorire la vita; ciechi, storpi, sordi, lebbrosi si rimettono in cammino, hanno una seconda opportunità, la loro vita è cambiata. Dunque, se l’incontro con Gesù ha cambiato qualcosa in me, ha prodotto gioia, coraggio, fiducia, apertura del cuore, generosità, bellezza del vivere, allora è Lui quello che deve venire, ancora una volta!
Certo, i fatti prodigiosi che Gesù elenca non hanno cambiato il mondo; eppure quei piccoli segni bastano perché non consideriamo più il mondo come un malato inguaribile. Gesù non ha mai promesso di risolvere miracolosamente tutti i problemi; ha promesso qualcosa di più grande: il miracolo del seme, il lavoro nascosto ma inarrestabile del seme che fiorirà. Infatti, sta a noi prolungare i gesti che Gesù elenca: “Se io riesco ad aiutare una sola persona a vivere meglio, questo è già sufficiente a giustificare il senso della mia esistenza”.

Buona terza domenica di Avvento!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 7 dicembre

Cari parrocchiani,
ci prepariamo al Natale per lasciarci sorprendere dalla notizia incredibile: Dio si fa uomo, si fa bambino fragile e indifeso; e a noi è chiesto di accoglierlo nella nostra vita concreta, nella storia personale
di ciascuno.
Certamente la grande Storia di Dio va oltre la nostra comprensione, ma nel nostro percorso quotidiano la sua Parola e la voce dei profeti ci sostengono e ci aiutano a mantenere viva la speranza, nell’attesa dell’ultimo avvento del Signore, quando egli verrà nella sua gloria.
Per questo il profeta Isaia annuncia un mondo nuovo dove il Messia riporta la pace che abbiamo smarrito e l’apostolo Paolo, verso la fine del suo cammino, scrive ai cristiani di Roma invitandoli a non perdere la speranza che nasce dal perseverante ascolto delle Scritture.

Buona seconda domenica di Avvento!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 30 novembre

Cari parrocchiani,
con il “Tempo dell’Avvento” iniziamo un nuovo Anno liturgico nel quale la liturgia ci educa a riscoprire l’attesa, vivere la speranza e coltivare l’esultanza per la venuta di Cristo nella storia e per il suo ritorno nella “Parusia”. Nel primo Avvento Egli ha portato a compimento le antiche promesse e salvato ciò che era perduto, in quello finale ci prenderà con sé e ci chiamerà a possedere il regno promesso.
Le quattro settimane di Avvento ci incoraggiano anche a riconoscere la misteriosa presenza del Signore che squarcia i cieli per visitare il nostro presente e colmarlo del chiarore della sua luce e della fragranza del suo profumo. Questo “medius adventus” ossia “venuta intermedia” «è la via attraverso la quale giungiamo dalla prima all’ultima: nella
prima Cristo fu la nostra redenzione, nell’ultima si rivelerà come nostra vita; in questa, perché possiamo dormire tra le due eredità, è il nostro riposo e la nostra consolazione» (Bernardo di Chiaravalle,
Sermone V per l’Avvento).

Buona prima domenica di Avvento!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 23 novembre

Cari parrocchiani,
oggi, Gesù – detto “il Cristo”, l’unto, il prescelto di Dio – è proclamato Re: “Costui è il re dei Giudei”; ma un Re al contrario dei re di questo mondo, perché è un Re che regna sulla croce, crocifisso tra due malfattori; è un Re condannato dai poteri religioso e politico; è un Re che salva gli altri e non se stesso. È un Re paradossale!
Infatti, Gesù non ci salva ora come vorremmo noi, ma ci salva se noi, che non siamo mai né giusti né buoni, sappiamo accogliere il perdono che Dio ci offre, attraverso Gesù stesso, dicendogli. semplicemente: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo Regno”.

Buona festa di Cristo Re!

don Christian