Scarica il bollettino insieme del 7 dicembre

Cari parrocchiani,
ci prepariamo al Natale per lasciarci sorprendere dalla notizia incredibile: Dio si fa uomo, si fa bambino fragile e indifeso; e a noi è chiesto di accoglierlo nella nostra vita concreta, nella storia personale
di ciascuno.
Certamente la grande Storia di Dio va oltre la nostra comprensione, ma nel nostro percorso quotidiano la sua Parola e la voce dei profeti ci sostengono e ci aiutano a mantenere viva la speranza, nell’attesa dell’ultimo avvento del Signore, quando egli verrà nella sua gloria.
Per questo il profeta Isaia annuncia un mondo nuovo dove il Messia riporta la pace che abbiamo smarrito e l’apostolo Paolo, verso la fine del suo cammino, scrive ai cristiani di Roma invitandoli a non perdere la speranza che nasce dal perseverante ascolto delle Scritture.

Buona seconda domenica di Avvento!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 30 novembre

Cari parrocchiani,
con il “Tempo dell’Avvento” iniziamo un nuovo Anno liturgico nel quale la liturgia ci educa a riscoprire l’attesa, vivere la speranza e coltivare l’esultanza per la venuta di Cristo nella storia e per il suo ritorno nella “Parusia”. Nel primo Avvento Egli ha portato a compimento le antiche promesse e salvato ciò che era perduto, in quello finale ci prenderà con sé e ci chiamerà a possedere il regno promesso.
Le quattro settimane di Avvento ci incoraggiano anche a riconoscere la misteriosa presenza del Signore che squarcia i cieli per visitare il nostro presente e colmarlo del chiarore della sua luce e della fragranza del suo profumo. Questo “medius adventus” ossia “venuta intermedia” «è la via attraverso la quale giungiamo dalla prima all’ultima: nella
prima Cristo fu la nostra redenzione, nell’ultima si rivelerà come nostra vita; in questa, perché possiamo dormire tra le due eredità, è il nostro riposo e la nostra consolazione» (Bernardo di Chiaravalle,
Sermone V per l’Avvento).

Buona prima domenica di Avvento!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 23 novembre

Cari parrocchiani,
oggi, Gesù – detto “il Cristo”, l’unto, il prescelto di Dio – è proclamato Re: “Costui è il re dei Giudei”; ma un Re al contrario dei re di questo mondo, perché è un Re che regna sulla croce, crocifisso tra due malfattori; è un Re condannato dai poteri religioso e politico; è un Re che salva gli altri e non se stesso. È un Re paradossale!
Infatti, Gesù non ci salva ora come vorremmo noi, ma ci salva se noi, che non siamo mai né giusti né buoni, sappiamo accogliere il perdono che Dio ci offre, attraverso Gesù stesso, dicendogli. semplicemente: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo Regno”.

Buona festa di Cristo Re!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 16 novembre

Cari parrocchiani,
in mezzo alle difficoltà della vita e alle paure che agitano il mondo, Gesù ci insegna che la vera serenità non nasce dall’assenza di difficoltà, ma dalla certezza di essere custoditi da Dio, che si prende cura di noi in ogni momento.
Il Vangelo odierno ci invita a vivere con fede il presente, senza preoccuparci troppo del futuro, testimoniando, con le nostre fragilità, un amore “disarmato e disarmante”.
Verrà il giorno in cui il male sarà consumato, ma per chi teme Dio e persevera, quel fuoco sarà luce e calore, come il sole che scalda e illumina il volto.

Buona domenica!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 9 novembre

Cari parrocchiani,
uno dei modi con cui si rende gloria e onore a Dio è quello di consacrargli un luogo. La basilica di San Giovanni in Laterano, pur essendo stata distrutta più volte nel corso della storia, è sempre stata
ricostruita. L’ultima consacrazione risale al 1724 e da quell’anno la celebrazione liturgica che oggi viviamo è stata estesa a tutta la Chiesa.
È significativo che, in questa occasione, la liturgia proponga il brano evangelico della “purificazione del tempio” compiuta da Gesù. Nel Vangelo di Giovanni, questo gesto è accompagnato da parole misteriose: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». L’evangelista chiarisce che Gesù parlava del tempio del suo corpo. Questa, dunque, è la rivelazione centrale: la presenza di
Dio non è più legata al tempio di Gerusalemme, né a un luogo sacro fisico, ma si manifesta pienamente nel “corpo di Cristo”.
Dio è presente in ogni luogo, ma in Cristo abita in modo peculiare e pieno, e grazie alla fede pasquale possiamo riconoscere in Lui e nella sua Chiesa il tempio definitivo, il luogo di comunione, alleanza e incontro tra Dio e l’umanità.

Buona domenica!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 2 novembre

Cari parrocchiani,
la Commemorazione di tutti i fedeli defunti ci invita a riflettere sul destino ultimo verso cui ciascuno di noi è orientato. La morte, apparentemente, sembra rappresentare il punto finale dell’esistenza umana, una barriera insormontabile che spegne ogni speranza per l’avvenire. Ma per chi crede, non è così. San Paolo, nella Lettera ai Romani (5,5ss), ci parla di una speranza che non delude, perché fondata
sulla promessa realizzata da Cristo con la sua risurrezione. In Lui, la morte non è un abisso, ma un passaggio alla vita piena nel suo amore.
In questo giorno, ciascuno di noi porta nel cuore il ricordo di almeno una persona amata – familiari, amici – che hanno lasciato un’impronta profonda con la loro presenza, le loro azioni, i loro gesti di bene. Le tombe, le fotografie, i ricordi ne sono testimonianza viva.
Per il cristiano, commemorare i defunti – la cui fede è conosciuta solo da Dio – significa soprattutto pregare per loro. La preghiera, la partecipazione ai sacramenti e l’ascolto della Parola sono i modi più autentici per sentirli vicini.
Pregare, perché nel dialogo silenzioso con Dio, la Chiesa che cammina nel tempo si unisce alla Chiesa gloriosa del cielo per lodare insieme il Salvatore. Partecipare ai sacramenti, perché nell’Eucaristia la comunità anticipa già ora la gioia del banchetto eterno nel Regno. Ascoltare la Parola, perché in essa — sotto la sua apparente quiete — risuona l’armonia festosa del Paradiso.

Buona domenica!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 26 ottobre

Cari parrocchiani,
l’inizio della parabola presenta due atteggiamenti di preghiera ma poi finisce col presentare due modi di vivere, due mentalità: la preghiera rivela sempre come vive colui che prega.
Il fariseo non conosce la misericordia: né quella di Dio, né la propria; non la riconosce per gli altri e perciò nemmeno per se stesso. Ritiene che la vita consista nello stare sempre sotto lo sforzo del dovere, del potersi e doversi salvare da soli, indipendentemente dalla gratuità di Dio.
Il pubblicano, invece, si riconosce povero, peccatore, ma si fida dell’amore di Dio e perciò non si nasconde, scusando se stesso o accusando gli altri. Vive la sua situazione con sincerità e con sofferenza, ma anche con fiducia.
Una parabola, dunque, che proclama che la misericordia è il modo di essere e di agire di Dio e questo sia anche il fondamento della nostra fede e del nostro rapporto con gli altri.

Buona domenica!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 19 ottobre

Cari parrocchiani,
Gesù narra la parabola della vedova maltrattata e indifesa per far comprendere la necessità e nello stesso tempo la fruttuosità della preghiera. La supplica della vedova davanti al giudice ci dice che
pregare è riconoscere i propri problemi e i propri limiti senza ripiegarsi su se stessi e coinvolgere Dio con franchezza nella nostra vita, presentandogli la nostra situazione.
La preghiera spesso è difficile per due motivi: per il dubbio interiore che nasce dal silenzio di Dio e che può diventare scoraggiamento e per una diffusa mentalità che ci distrae e ci fa ritenere che sia possibile affidare alla capacità e alle scienze umane il compito di rispondere alle esigenze dell’uomo.
Oggi chiediamo al “Figlio dell’uomo” che non ci trovi scoraggiati perché Dio tarda a farsi conoscere e a intervenire a nostro favore, non ci trovi affannati a costruire da soli il presente e il futuro, ma ci trovi sempre pronti ad accoglierlo e ad annunciarlo come l’unico Salvatore.

Buona domenica!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 12 ottobre

Cari parrocchiani,
molti cristiani si lasciano affascinare dall’aspetto terapeutico che la fede può offrire, tuttavia non sono i miracoli o le guarigioni fisiche a garantire la salvezza, né a renderci autentici figli del Regno e veri discepoli di Cristo.
La salute del corpo, per quanto preziosa, non coincide con quella guarigione profonda e completa che tocca l’anima: quella trasformazione interiore che ci apre alla comunione con Dio, fatta di gratitudine e di lode. Anzi, è questa guarigione spirituale, che nasce dall’incontro con il Signore, a conduci verso la vera salvezza.

Buona domenica!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 5 ottobre

Cari parrocchiani,
alcuni identificano la fede con l’ostinazione a credere che andrà tutto bene nonostante le sofferenze della vita. Viceversa, è la fede che ci permette di accogliere anche gli avvenimenti dolorosi e ci fa agire con dedizione e coerenza, nella speranza che dalla morte possa rinascere la vita.
Infatti, è la forza della fede che ci porta a considerare il domani come l’eterna possibilità di un’alba e non un crepuscolo.

Buona domenica!

don Christian