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Cari parrocchiani,
la Commemorazione di tutti i fedeli defunti ci invita a riflettere sul destino ultimo verso cui ciascuno di noi è orientato. La morte, apparentemente, sembra rappresentare il punto finale dell’esistenza umana, una barriera insormontabile che spegne ogni speranza per l’avvenire. Ma per chi crede, non è così. San Paolo, nella Lettera ai Romani (5,5ss), ci parla di una speranza che non delude, perché fondata
sulla promessa realizzata da Cristo con la sua risurrezione. In Lui, la morte non è un abisso, ma un passaggio alla vita piena nel suo amore.
In questo giorno, ciascuno di noi porta nel cuore il ricordo di almeno una persona amata – familiari, amici – che hanno lasciato un’impronta profonda con la loro presenza, le loro azioni, i loro gesti di bene. Le tombe, le fotografie, i ricordi ne sono testimonianza viva.
Per il cristiano, commemorare i defunti – la cui fede è conosciuta solo da Dio – significa soprattutto pregare per loro. La preghiera, la partecipazione ai sacramenti e l’ascolto della Parola sono i modi più autentici per sentirli vicini.
Pregare, perché nel dialogo silenzioso con Dio, la Chiesa che cammina nel tempo si unisce alla Chiesa gloriosa del cielo per lodare insieme il Salvatore. Partecipare ai sacramenti, perché nell’Eucaristia la comunità anticipa già ora la gioia del banchetto eterno nel Regno. Ascoltare la Parola, perché in essa — sotto la sua apparente quiete — risuona l’armonia festosa del Paradiso.
Buona domenica!
don Christian




