Scarica il bollettino insieme del 5 aprile

Cari parrocchiani,
Pasqua è l’alba della nostra speranza! Nel Vangelo si racconta che Maria di Magdala va da Pietro e da Giovanni, e tutti insieme vanno al sepolcro, mossi da una dolorosa
incredulità. Ma il discepolo non entra subito, si ferma a guardare le bende a terra, e crede.
La fede nasce da un vuoto che si riempie di un’assenza feconda. Il sepolcro vuoto non è la fine, ma l’inizio di una vita nuova, un invito a credere senza vedere, a riconoscere che il vero segno di vita è l’assenza della morte.
È Pasqua, è il momento in cui la nostra speranza, come quella dei discepoli, diventa una certezza. Cristo è veramente risorto, crediamo e andiamo a raccontarlo a tutti!

Con l’augurio di una lieta e Santa Pasqua di Risurrezione e di Pace!
don Christian

Scarica il bollettino insieme del 29 marzo

Cari parrocchiani,
l’esistenza terrena di Gesù è segnata dall’espressione. «umiliò se stesso», chiarita dalle parole «facendosi obbediente». Egli si è fatto servo umile,. lasciando spazio ai doni del Padre e accogliendo la dignità, le attese e persino la fragilità degli uomini. La sua vita è stata un ascolto costante della volontà di Dio, fino alla morte di croce. Il Nuovo Testamento descrive questa obbedienza
dicendo che Gesù è morto «secondo le Scritture» e che il Figlio dell’uomo «doveva» soffrire e morire.
Proprio perché obbediente al Padre, Gesù è stato profondamente attento anche all’uomo: alle sue aspirazioni più vere, alla sua sofferenza, alla sua impotenza davanti al peccato e alla morte.
Il cammino di condivisione iniziato con la scelta di non trattenere gelosamente la sua condizione divina trova sulla croce la sua piena rivelazione: lì Gesù assume la sorte dell’ultimo degli uomini e condivide fino in fondo la loro morte.

Buona Settimana Santa!
don Christian

Scarica il bollettino insieme del 22 marzo

Cari parrocchiani,
avvicinandoci alla Settimana Santa, la liturgia ci invita a contemplare l’ultimo grande segno del Vangelo di Giovanni: la
risurrezione di Lazzaro. In questo racconto, ricco di emozione, emerge con forza la centralità di Gesù: tutto si concentra sui suoi gesti, sulle sue parole e persino sui suoi silenzi.
Tra i dettagli più toccanti spiccano le lacrime di Gesù davanti alla tomba dell’amico. Quelle lacrime rivelano la tenerezza del Dio fatto uomo che non ci libera magicamente dalla morte o dalla sofferenza ma sceglie di condividerle con noi. È un invito a maturare nella fede: come Marta e Maria, anche noi spesso vorremmo un Dio che risolve i problemi, ma il Vangelo ci conduce a una fiducia più adulta, capace di riconoscere la presenza di Dio dentro le prove, non al di fuori di esse.
La fede non elimina il dolore, ma lo trasfigura: sapere che Gesù è con noi ci salva dalla solitudine e dalla disperazione. Le lacrime di Gesù, però, non sono solo di dolore: anticipano la gioia della Pasqua.
La risurrezione di Lazzaro annuncia che la morte non avrà più l’ultima parola e che la vita, donata per amore, è destinata a vincere.
È questa speranza che apre il cammino verso la Pasqua ormai vicina.

Buona quinta domenica di Quaresima!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 15 marzo

Cari parrocchiani,
da sempre l’uomo religioso, in ogni cultura, tende a pensare che malattie e disgrazie siano castighi di Dio per colpe commesse, visibili o nascoste. Questa visione distorta non ha risparmiato neppure i discepoli di Gesù e, in fondo, continua a toccare anche noi.
Nel Vangelo di oggi i discepoli esprimono la loro inquietudine: se Dio ragionasse secondo la logica della retribuzione, nessuno sarebbe al sicuro, perché tutti portiamo con noi una storia segnata dal limite e dal peccato. Leggere gli eventi della vita con questa mentalità porta solo allo scoraggiamento e alla sensazione di non poter cambiare nulla.
Gesù invita invece a cambiare sguardo: «È perché si manifestino le opere di Dio». Nella fede, nessun evento è solo negativo; in ogni situazione Dio può intervenire e salvare, se lo accogliamo davvero. Questa rivelazione mette in luce anche la nostra “cecità interiore” che ha bisogno di essere guarita e rinnovata.
Per questo i gesti compiuti da Gesù sul cieco di Sìloe richiamano quelli del Creatore: Egli ridona luce, ricrea, apre un cammino nuovo.

Buona domenica in “Laetare”!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 8 marzo

Cari parrocchiani,
il Vangelo di questa domenica ci invita a riflettere sul tema della sete: la sete di Gesù e quella della donna samaritana.
All’inizio si tratta di una sete fisica, concreta. Ma la sete, nella Bibbia, è anche un’immagine profonda del desiderio umano, di quella ricerca interiore che abita ogni persona. Ogni uomo è ogni donna, infatti, passa continuamente da un “pozzo” all’altro, alla ricerca di qualcosa che possa colmare i propri bisogni di riconoscimento, di amore, di rispetto.
Anche la samaritana vive questo cammino: porta con sé ferite, delusioni, tentativi falliti di trovare felicità. Ma nell’incontro con Gesù riconosce quel “Messia” che cercava da sempre: le sue paure si sciolgono, il suo cuore si apre e proprio in quel momento lascia la brocca – simbolo dei suoi sforzi umani per placare la sete – perché finalmente ha trovato
quell’acqua viva che rinnova la vita. Così, da donna insoddisfatta e ferita, diventa una testimone entusiasta: corre dal suo popolo e invita tutti a incontrare Gesù, a mettersi in ascolto della sua parola.
E la mia vita… com’è cambiata nell’incontro con Gesù? A chi altri l’ho detto?

Buona terza domenica di Quaresima!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 1 marzo

Cari parrocchiani,
sul monte della Trasfigurazione Gesù appare come colui che abbraccia l’intero tempo: in Lui il passato trova compimento e il futuro si apre, perché nella luce che avvolge il suo volto si intravede già la gloria della risurrezione e si annuncia la sua venuta finale. La Trasfigurazione diventa così una finestra sul destino ultimo dell’umanità, un anticipo di ciò che saremo quando Cristo trasformerà la nostra fragilità rendendola simile al suo corpo glorioso.
Allo stesso tempo, sul monte Gesù si manifesta come il punto d’incontro tra cielo e terra, tra il mondo divino e quello umano. È lì, in quel luogo che sembra segnare il confine tra ciò che è terreno e ciò che è celeste, che Egli si mostra pienamente unito a Dio e pienamente vicino all’uomo. In questo spazio sospeso, dove la terra sembra toccare il cielo, Gesù rivela la sua identità di ponte vivente tra i due mondi, il centro in cui tutto trova armonia e compimento.

Buona seconda domenica di Quaresima!
don Christian

Scarica il bollettino insieme del 22 febbraio

Cari parrocchiani,
durante la Quaresima anche noi, come accadde a Gesù, veniamo condotti dallo Spirito nel deserto. Il deserto è il luogo in cui la Parola può risuonare senza distrazioni, dove Dio rinnova il cuore e dove l’uomo impara a liberarsi da ciò che lo appesantisce e da tutte quelle sicurezze che crede indispensabili per vivere. È proprio lì, nella solitudine e nel silenzio, che possiamo incontrare Dio faccia a faccia: Colui che è pienezza, sorgente d’acqua viva, guarigione e salvezza.
Dopo questo incontro diventano possibili le scelte autentiche.
Solo allora riusciamo a distinguere il cammino vero dalle false scorciatoie, la decisione buona dal compromesso, il bene dal male.
Per questo, in questi quaranta giorni, siamo invitati a rimettere Dio al centro, a puntare tutto su di Lui, lasciandoci guidare dalla sua Parola e dal suo Spirito che trasforma e rinnova.

Buona Quaresima!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 15 febbraio

Cari parrocchiani,
in questa parte del capitolo 5, l’evangelista Matteo prosegue il racconto del “discorso della montagna”, dove Gesù riprende tre comandamenti fondamentali – non uccidere, non commettere adulterio, non dire falsa testimonianza – e li interpreta alla luce del Vangelo.
Gesù mostra che si può “uccidere” anche attraverso l’indifferenza, la calunnia o la denigrazione e non solo togliendo fisicamente la vita. Allo stesso modo, l’adulterio non riguarda solo l’atto esteriore, ma nasce già nel cuore quando si riduce una persona a oggetto di desiderio, ignorando la sua dignità. E la falsa testimonianza si compie ogni volta che le nostre parole diventano ambigue, accomodanti, più attente a compiacere che a dire la verità.
In definitiva, Gesù ci invita a una profonda autenticità interiore: è la coerenza tra ciò che pensiamo, diciamo e facciamo a realizzare pienamente la volontà di Dio.

Buona domenica!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 8 febbraio

Cari parrocchiani,
il Vangelo di oggi si colloca nel contesto delle Beatitudini di domenica scorsa. Le persone che Gesù proclama beate non lo sono solo per se stesse, ma anche per ciò che rappresentano nel mondo: sale e luce!
Quando Gesù dice: «Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo», si rivolge ai suoi discepoli.
Essi sono sale e luce non tanto perché appartengono alla sua comunità, alla Chiesa o perché conoscono una dottrina e partecipano al culto, ma perché vivono le Beatitudini: sono poveri in spirito, miti, puri di cuore, assetati di giustizia, operatori di pace… ed è questa vita evangelica che dà sapore e illumina il mondo.

Buona domenica!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 1 febbraio

Cari parrocchiani,
il Vangelo di oggi ci propone il testo delle Beatitudini che possiamo considerare come la “magna charta” del cristianesimo. In esse troviamo il cammino verso la vera felicità e il ritratto dell’uomo che si lascia guidare da Dio sulla via della santità: «Siate perfetti come perfetto è il Padre vostro che è nei cieli» (Mt 5,48).
Gandhi affermava che le Beatitudini sono «le parole più alte del pensiero umano». In effetti esprimono il sogno di un mondo nuovo, fondato sulla bontà, sulla sincerità, sulla giustizia, libero dalla violenza e dalla menzogna: un modo diverso e più autentico di essere uomini.
Signore Gesù, Tu proclami beati i poveri, i miti, chi soffre e chi è perseguitato. Donaci di riconoscere la presenza del tuo Regno, di vivere con umiltà, fraternità e amore. Fa’ che nelle difficoltà troviamo speranza e nella povertà scopriamo la vera ricchezza del tuo Spirito.

Buona domenica!
don Christian