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Cari parrocchiani,
in questa parte del capitolo 5, l’evangelista Matteo prosegue il racconto del “discorso della montagna”, dove Gesù riprende tre comandamenti fondamentali – non uccidere, non commettere adulterio, non dire falsa testimonianza – e li interpreta alla luce del Vangelo.
Gesù mostra che si può “uccidere” anche attraverso l’indifferenza, la calunnia o la denigrazione e non solo togliendo fisicamente la vita. Allo stesso modo, l’adulterio non riguarda solo l’atto esteriore, ma nasce già nel cuore quando si riduce una persona a oggetto di desiderio, ignorando la sua dignità. E la falsa testimonianza si compie ogni volta che le nostre parole diventano ambigue, accomodanti, più attente a compiacere che a dire la verità.
In definitiva, Gesù ci invita a una profonda autenticità interiore: è la coerenza tra ciò che pensiamo, diciamo e facciamo a realizzare pienamente la volontà di Dio.
Buona domenica!
don Christian




